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Alla scoperta delle famose birre con le ciliegie del Pajottenland.

Quello tra la frutta e la birra è certamente uno dei matrimoni più riusciti della storia. Pesche, albicocche, fragole, uva…chi più ne ha più ne metta! Ma, tra tutti, il più antico è quello del Lambic con le ciliegie, appunto KRIEK !!!

Un’antica leggenda ne pone le radici al tempo delle crociate quando un soldato originario di Schaerbeek, ritornato dalla Terra Santa, volle a suo modo riprodurre il vino rosso bevuto a Gerusalemme. Il Belgio, d’altro canto si sa, terra di vino non è… decise dunque di lasciar macerare le ciliegie raccolte dal proprio giardino nella birra, creando di fatto la prima Kriek della storia.

Leggenda a parte, le prime tracce scritte che testimoniano tale pratica, risalgono alla fine del XIX sec. A quel tempo, la Kriek veniva prodotta direttamente all’interno dei cafè e non dai produttori di birra. I proprietari e i gestori, per diversificare un po’ l’offerta proposta ai clienti, ad inizio estate aggiungevano le ciliegie mature al Lambic e lo servivano poi all’incirca nel mese di Ottobre, sino ad esaurimento scorte.

Ma quali ciliege sono utilizzate per produrre le Kriek?

Al tempo, la varietà più utilizzata era senza dubbio la Schaerbeek Krieken. La Schaerbeek, appartenente alla specie Prunus cerasus, è caratterizzata dal frutto piccolo e rosso con un nocciolo grande, sapore amaro, piuttosto acido, solitamente matura verso la fine di Luglio. Nonostante fosse una ciliegia selvatica, la sua coltivazione era estremamente diffusa nelle campagne limitrofe di Bruxelles. Oggi, purtroppo, la sua diffusione è assai scarsa, tant’è che i produttori sono costretti ad importare frutti dall’estero ed in particolar modo dai paesi dell’est europeo, limitando l’uso della Schaerbeek a produzioni di nicchia.

Oggi come allora il metodo produttivo è pressoché lo stesso.

Le ciliegie, rigorosamente intere, vengono poste in botti successivamente riempite con Lambic invecchiato tra i 12 e i 18 mesi, in una proporzione del 20 – 30 % sul volume. Qui, grazie agli zuccheri apportati dalla frutta avviene una nuova fermentazione e dopo circa 6 mesi di maturazione si procede all’imbottigliamento che, come per la Gueuze, prevede l’aggiunta di una piccola parte di Lambic giovane al fine di permettere la corretta rifermentazione in bottiglia.

Naturalmente, oltre ai prodotti tradizionali, sul mercato possiamo trovare un’infinità di Kriek ottenute con l’aggiunta di sciroppi e dolcificanti i quali rendono queste birre più facili e gradite ai più.

Com’è ovvio, noi di Spirito di Birra ci impegniamo a proporre e valorizzare il più possibile prodotti classici e fedeli alla tradizione… vieni a scoprire la nostra selezione di birre alla frutta!

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